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SHAMPOO SOLIDO: LA STORIA VERA!

 shampoo solido

Prima che il moderno shampoo liquido si diffondesse, la routine di cura dei capelli non comportava certo così tanti rifiuti di plastica. Ora siamo portati a credere di aver bisogno di prodotti liquidi in flaconi che di solito vengono buttati piuttosto che riutilizzati, e il sapone solido è considerato soltanto una nicchia. Tuttavia, grazie alla consapevolezza ambientale sui rifiuti plastici e alla rinnovata attenzione su alcuni degli effetti nocivi degli ingredienti sintetici tossici in molte marche di sapone liquido, lo shampoo solido sta facendo il suo ritorno. Ma da dove viene questo prodotto? E come mai è caduto in disuso? Di seguito ci occupiamo della storia del prodotto di bellezza zero waste per eccellenza, scopriamo chi sono stati i pionieri che hanno reinventato lo shampoo e lo hanno riportato in auge, e come potremmo (e vorremmo) vederlo diventare mainstream.

 

Abbiamo già approfondito la storia dello shampoo in generale e abbiamo visto come dagli anni 30 del secolo scorso lentamente gli shampoo liquidi in contenitori e bottiglie di plastica si sono diffusi in quasi tutti i bagni delle famiglie. Anche se indubbiamente comodi da usare, questi prodotti, come sappiamo, generano enormi quantità di rifiuti e né i consumatori né le aziende hanno considerato l'effetto delle loro scelte in merito soprattutto alla durata di vita dei flaconi.

 

Si stima che nel corso di una vita, una persona media usi circa 800 bottiglie di shampoo - la maggior parte delle quali finisce nelle discariche o nei nostri oceani, per poi essere ulteriormente scomposte in microplastiche, soffocando la fauna marina e contaminando acqua e il cibo che mettiamo in tavola. Inutile dire che il riciclaggio non è mai stato e continua a non essere la risposta, con regolamenti sui rifiuti e infrastrutture di riciclaggio per lo più non disponibili in ampie zone del mondo.

Quando i report sulle dimensioni reali del problema inquinamento da plastica hanno cominciato ad affiorare e i titoli dei giornali sull'enorme isola di spazzatura del Pacifico sono diventati virali, gli ambientalisti e i consumatori preoccupati si sono interrogati sulle abitudini di consumo quotidiano e sulla cultura dell'usa e getta che stava diventando pervasiva. Questa accresciuta consapevolezza ecologica ha visto l'avvento dello stile di vita "zero-waste" in tutto il mondo, che inizialmente è stata solo una preoccupazione di nicchia per poi trasformarsi nel movimento globale di oggi.

Come il co-fondatore di LUSH ha sconvolto un'industria

Nel Regno Unito, un paio di pionieri alle prime armi stavano cercando di sconvolgere l'industria della cura personale. Negli anni '80, Mo Constantine, co-fondatore del marchio di bellezza dLUSH (noto come Constantine & Weir, e poi Cosmetics-To-Go all'epoca, prima di ribattezzarsi LUSH nel 1995) fu colpito da un’ispirazione alquanto improbabile: grazie ad Alka-Seltzer. Le compresse frizzanti la portarono a creare le onnipresenti bombe da bagno del marchio, che furono anche il primo prodotto venduto "sfuso", cioè senza imballaggio.

 

Lush

 

Poco dopo, Constantine e Stan Kryszta, il chimico cosmetico del marchio, hanno cercato di reinventare la tradizionale saponetta specifica per i capelli. A differenza di altre saponette sul mercato all'epoca, che erano basate su oli e grassi (cioè la ricetta tradizionale del sapone), Mo e Stan hanno ideato una formula innovativa per una versione solida dello shampoo liquido. Quando lanciarono per la prima volta il loro shampoo nel 1988 con il nome Constantine & Weir, divenne così popolare che chiesero e ottennero con successo un brevetto di composizione per la loro ricetta rivoluzionaria (scaduto poi nel 2011).

 

Grazie a questo marchio inglese, i prodotti di bellezza eco-friendly sono entrati nel radar dei consumatori come mai prima d'ora, dato che il marchio ha catturato una generazione (per lo più) giovane ed eco-consapevole con la sua gamma a basso spreco e il concetto di negozio sfuso. Pare che il marchio abbia risparmiato circa 30 milioni di bottiglie di plastica solo nell'ultimo anno.

Lo shampoo solido diventa per tutti

Negli ultimi anni, un movimento di cosmesi senza plastica e zero waste ha preso piede ed è diventato sempre più mainstream. Oltre ai pionieri inglesi, anche altri marchi di bellezza indipendenti che si concentrano sulla sostenibilità hanno sviluppato le loro alternative solide, molte delle quali con ingredienti naturali, vegetali e biologici - riempiendo i feed di Instagram di tutto il mondo con i loro prodotti moderni a basso spreco e senza plastica per soddisfare ogni tipo di capello.

 

Anche le grandi società di cosmetici hanno colto la tendenza e lanciato prodotti di bellezza ecologici e senza plastica, sperando di accaparrarsi una parte di questo mercato in erba. Dallo shampoo si è poi passati ad altri prodotti di bellezza: dai detergenti per il viso ai saponi per animali domestici ai balsami per capelli, tutti formulati per vari problemi di cura e tutti resi disponibili senza imballaggio.

 

In mezzo ai molti problemi ambientali che il pianeta sta affrontando, dal riscaldamento globale alla perdita di biodiversità, l'inquinamento da plastica è uno di quelli che possiamo facilmente affrontare individualmente facendo semplici cambiamenti nelle nostre abitudini quotidiane. Quindi forza, abbandoniamo definitivamente i flaconi e passiamo al solido: è una scelta facile di cui puoi sentirti davvero bene.

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