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La neve verde dell'Antartide

Le coste del continente antartico si tingono di verde a causa del cambiamento climatico.

 Antartide grotta

Pensare all'Antartide evoca immagini candide di neve e ghiaccio a perdita d'occhio. Ma le cose potrebbero cambiare, anzi già stanno mutando. La vita terrestre, benchè sembri impossibile, abbonda anche in quei territori inospitali, soprattutto lungo le coste e sta rispondendo con grande rapidità al mutamento delle condizioni climatiche. Muschi e licheni sono i due più importanti gruppi di organismi fotosintetici presenti in quelle zone e anche i più studiati ma a quanto pare non sono i soli. Uno studio recente (“Remote sensing reveals Antarctic green snow algae as important terrestrial carbon sink”) pubblicato su Nature Communications da un gruppo di studiosi dell'ateneo di Cambridge, ha evidenziato l'importanza nell'ecosistema antartico delle alghe microscopiche che “fioriscono” sulla neve delle aree costiere. Esse danno un contributo fondamentale al ciclo del carbonio e pare che si diffonderanno sempre più con l'aumentare delle temperature globali.

 

La fotosintesi delle alghe

 

Queste microscopiche alghe dalle dimensioni infinitesimali, quando crescono in massa, danno alla neve un sorprendente colore verde brillante che è visibile anche dallo spazio. Il loro ruolo è importante in quanto svolgono, come le piante e come molte altre alghe, la fotosintesi: utilizzano la luce solare per immagazzinare anidride carbonica e rilasciare ossigeno. Le alghe vivono normalmente in acqua dove prolificano quando trovano masse di azoto e fosforo in eccesso. Ne esistono di svariati tipi, da quelle unicellulari, come quelle oggetto dello studio a quelle giganti come il kelp.

 

Antartide pinguini

 

Le alghe in Antartide

 

La fioritura delle alghe in questione, invece, avviene perlopiù lungo la costa antartica e sulle isole al largo della costa ovest della Penisola Antartica. Esse crescono quindi nelle zone più “calde” del continente, dove la temperatura media, durante l'estate australe, si colloca sopra lo zero. Sono proprio queste le aree che più stanno subendo un riscaldamento repentino.

 

Un altro fattore che sembra influenzare la presenza di queste alghe, secondo i risultati presentati dal team britannico, è la vicinanza di uccelli marini e mammiferi, i cui escrementi fungono da fertilizzante per questi organismi. Nel 60% dei casi le fioriture avvengono in un raggio di 5 km da una colonia di pinguini, o vicini a siti di nidificazione di uccelli, o nelle zone dove le foche arrivano sulla riva.

 

Lo studio, utilizzando le immagini dei satelliti, ha identificato tra il 2017 e il 2019 aree di fioritura pari a 1,9 km2 che rappresentano uno stoccaggio di 479 tonnellate di carbonio all'anno. Si tratta della quantità di anidride carbonica emessa da 875,000 spostamenti medi con un'auto a benzina nel Regno Unito.

 

Il cambiamento climatico e la fioritura delle alghe verdi

 

Con l'innalzarsi delle temperature le fioriture verdi delle alghe potrebbero cambiare zone: sulle coste la neve perenne tende a sciogliersi e così tendono a scomparire queste colonie di microorganismi verdi. Ma esse sembrano comparire ora in maggior numero in altre zone più elevate e più fredde.

Pare quindi che, in definitiva, l'area di Antartide ricoperta da “neve verde” aumenterà con l'aumentare delle temperature globali e così la capacità di immagazzinare anidride carbonica del continente. Dovremo quindi abituarci all'idea di un Polo Sud verde?  

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